agone parmenideo

 


AGONE PARMENIDEO 2014, UN SUCCESSO!
RICONOSCIMENTO SPECIALE PER NICOLA SCARANO, ALUNNO DEL "PARMENIDE".   

Si è concluso l'AGONE PARMENIDEO.
La gara, di greco antico filosofico, organizzata dal Nostro Istituto e dall'Associazione "Achille e la tartaruga" si è tenuta il 4 aprile c.a. e ha visto numerosi partecipanti, provenienti da 16 scuole di 5 regioni italiane.
Un plauso al nostro alunno della classe 2ªA del Liceo classico Nicola Scarano, menzionato per le capacità di analisi e critica del testo.

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I premiati:

1° PREMIO
Yamina Venuta – Liceo Classico "J. Sannazaro" - Napoli
Motivazione
La traduzione, nonostante qualche incertezza, coglie nel complesso il senso del brano. Il commento spicca per profondità e rigore ed è arricchito da riferimenti pertinenti alla filosofia moderna.

2° PREMIO
Marco De Vito – Liceo Classico "G. B. Morgagni" - Forlì
Motivazione
La traduzione, nonostante alcune imprecisioni, appare sostanzialmente aderente alla sintassi del brano e coglie l'andamento del ragionamento platonico. Il commento si fa apprezzare per i numerosi riferimenti alla filosofia e alla letteratura moderna e contemporanea.

3° PREMIO
Clarissa Checcucci – Liceo Classico "G. Galileo" - Firenze
Motivazione
La traduzione, pur con qualche imprecisione, coglie il senso del brano e si fa apprezzare per alcune felici scelte stilistiche. Il commento inquadra il passo all'interno dell'etica e della psicologia di Platone.

MENZIONE SPECIALE
Nicola Scarano – Liceo Classico "Parmenide" – Vallo della Lucania
Motivazione
Per la capacità di far emergere le strutture sintattiche e le figure retoriche presenti nel testo platonico.

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           (Vallo della Lucania, 8 aprile 2014)

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TERZA EDIZIONE DELL'AGONE PARMENIDEO
GARA DI GRECO ANTICO FILOSOFICO
(dal 3 al 7 aprile 2014)Agone Banner

Dopo il successo degli anni scorsi si propone la Terza Edizione della Gara Nazionale di Greco Antico Filosofico intitolata a Parmenide di Elea, ideata e coordinata dalla prof.ssa Maria Trama, vicepresidente dell'Associazione Culturale Achille e la Tartaruga, in collaborazione con il nostro Istituto e con la Società Filosofica Italiana.

L'evento, che si svolge nel Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, permetterà ai partecipanti di visitare le rovine dell'antica città di Elea-Velia, patria del grande filosofo Parmenide e del suo discepolo Zenone.
Nelle precedenti edizioni il MIUR ha riconosciuto valore scientifico all'Agone e quest'anno l'evento si svolgerà sotto l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica.
Anche quest'anno la gara sarà arricchita da un programma sociale ricco di eventi che durerà da giovedì 3 Aprile a lunedì 7 aprile 2014, e che offrirà ai ragazzi la possibilità di stringere amicizie e di vivere significative esperienze, in un ambiente di sana crescita conviviale.
L'Agone Parmenideo che si inserisce in un progetto più ampio dal titolo "I percorsi delle eccellenze: Achille e la Tartaruga per la valorizzazione dei giovani talenti" può essere considerato una meta che risponde appieno ai requisiti richiesti dal MIUR per i viaggi di istruzione, permettendo ai partecipanti alla gara e a tutti coloro che vorranno accompagnarli (insegnanti, compagni di classe e/o di Istituto, etc.), di vivere un territorio ancora poco conosciuto e ricco di importanti siti archeologici, a partire da quello di Elea-Velia, in un ambiente ricco di cultura, natura incontaminata ed enogastronomia.
Il programma sociale sarà consegnato alle scuole nei prossimi mesi.
L'adesione è facoltativa e va preventivamente concordata e prenotata con gli organizzatori che metteranno a disposizione strutture convenzionate per l'ospitalità e l'accoglienza.

REGOLAMENTO DI PARTECIPAZIONE, QUI -ANNO 2014-

Un pò di immagini per rivivere le precedenti edizioni.

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  (Vallo delle Lucania 31 ottobre 2013)
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I VINCITORI DELL'AGONE 2013. BRAVI RAGAZZI!

Dopo la "gara" onori e meriti ai vincitori. Eccoli!

AgoneLa Commissione, costituita dal Prof. Franco Ferrari,
dalla Prof.ssa Clementina Cantillo, dalla Prof.ssa Francesca Gambetti
e dal Prof. Guglielmo Manna, dopo un attento esame degli elaborati,
ha individuato i tre vincitori della Seconda Edizione
dell'Agone Parmenideo 2013:
 

  • Il primo premio, del valore in danaro di € 700,00 è attribuito a Gianfranco Di Salle del Liceo Classico S. Nazzaro di Napoli con la seguente motivazione: La traduzione denota una piena e matura comprensione del testo. La resa evidenzia felici soluzioni. Il commento inquadra in modo eccellente il brano nel contesto del dialogo e dimostra una conoscenza solida e approfondita del pensiero platonico.
  • Il secondo premio, del valore in danaro di € 500,00 è attribuito ad Anna Chiara Di Maio del Liceo Classico Caccioppoli di Scafati con la seguente motivazione: La traduzione evidenzia una discreta comprensione generale del testo. Il commento si segnala per la notevole capacità di contestualizzare il brano all'interno dello sviluppo del dialogo. Convincenti appaiono anche i riferimenti alle due citazioni poetiche.
  • Il terzo premio, del valore in danaro di € 300,00 è attribuito a Biagio Limongi del Liceo Classico Pisacane di Sapri con la seguente motivazione: La traduzione evidenzia una buona comprensione del testo. Il commento appare nel complesso congruo e calibrato.

Ancora complimenti ai vincitori. Grazie per a partecipazione ai ragazzi e ai professori che sono arrivati un po' da tutt'Italia e... all'anno prossimo.

(Vallo della Lucania, 4 maggio 2013)

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L'Agone Parmenideo quest'anno si è concluso con un evento straordinario: un Simposio dal tema affascinante. "C'è ancora spazio per la filosofia antica nel XXI secolo?".

Fra i vari interventi, tutti di grande spessore, pubblichiamo, per intero, quello del filosofo e poeta Carlo Di Legge, Dirigente scolastico del nostro Istituto, che ha trattato "Le antiche domande e la filosofia, oggi". Pensiamo, in tal modo, di far cosa gradita non solo agli addetti ai lavori, ma anche a quanti, almeno una volta nella vita, si son interrogati su "il senso della filosofia, oggi".

 

LE ANTICHE DOMANDE E LA FILOSOFIA, OGGI 

Leggo un po’ selettivamente qualcosa di quel che ci resta del poema di Parmenide:Carlo Di Legge

«Le cavalle che mi portano, fin dove vuole il mio cuore,
anche ora mi condussero via (…)
E benigna la dea m’accolse, e mi prese la destra
e cosí parlò dicendomi queste parole: (…)
Ma ora devi imparare ogni cosa
e il cuore che non trema della ben rotonda Verità
e le opinioni dei mortali, in cui non è vera certezza (…)
io ti dirò – e tu porgi orecchio alle parole che odi –
quali sono le vie di ricerca che sole son da pensare:
l’una è che è e che non è possibile che non sia,
e questa è la via della Persuasione (giacché segue la Verità),
l’altra che non è e che è necessario che non sia,
e questo, ti dico, è un sentiero inaccessibile ad ogni ricerca.» (tr. A. Pasquinelli)

Devo dire: chi s’imbatte nei frammenti, non può più smettere di rivolgere domande nel merito di questo autentico enigma della nostra storia, del quale – s’intende – in molti credono di possedere le chiavi, anche se io non so … ma sto molto esitante, cercando di unire bene, come raccomanda Vico, filologia e filosofia …
Ci sono domande che posso, oggi, ancora rivolgere alla filosofia?
Quali sono le domande? Oppure, dovrei dire: le antiche domande e le nuove risposte?

Eccole: qual è l’organo del destino? Non il fato o le Parche, né l’archetipo o la scelta, ma il cervello, rispondono le neuroscienze (V. Ramachandran, L’uomo che credeva di essere morto e altri casi clinici sul mistero della natura umana, tr. it. Mondadori 2012, p. 6). Certo, la sede è importante: come avevamo fatto a dimenticarcene?
E la radice del sentimento di empatia, che sembra una parola equivoca o pericolosa, a giudicare da certi saggi che ho letto, o compassione, un po’ sulla scia di Hume o Darwin, oppure Smith: ma sarebbero i neuroni mirror, dicono gli scienziati cognitivi. Come se il luogo preciso potesse esaurire una spiegazione. Sì, ma non dobbiamo dire così, simpatia, ma si dovrà dire intersoggettività. E va bene …
Quanto all’origine dell’universo, alla sua struttura, è cosa nota che gli astrofisici possano guardare gli antichi e nuovi (ma ve ne sono?) cosmologi dall’alto in basso. Adesso i cosmologi sono loro, gli astrofisici, e l’apparato teorico è davvero terrificante, ma persuasivo, lo ammetto.
E l’ontologia, le domande sulle componenti ultime, e se la realtà sia continua o discreta? L’ultima parola spetta ai fisici quantistici, alla fisica delle particelle.
Così di seguito si parla di bioetica e neuroetica e di neuroteologia o anche neuromistica, e di neuroestetica …

Dov’era la filosofia, forse, ora sono le scienze?
Queste domande si possono riferire agli antichi testi o ne devono prescindere?
E la filosofia dov’è?

No, non intendo affatto usare l’ironia per dissolvere tutto, ma in modo costruttivo, intendiamoci. Avanti, allora. Appunto, provando a filosofare senza timidezza; pensando anche ai primi testi.

Quando da adolescente cominciai a conoscere la filosofia ebbi il senso, forse un po’ naïf, di una grande potenza di indagine, di conoscenza, di relazione. Di un grande potere, che non sapevo bene come collocare, o di una immensa possibilità.
Ed ero preso dallo stupore per la dimensione che mi si apriva. Era insomma coinvolgente, la filosofia. Per esempio, nelle parole di Parmenide.
Lo è ancora.
Cominciò dunque a parlarmi, e poi ci fu anche il motivo di dover inventare una mia personale filosofia, che può essere ritenuto ancor più naïf.
In ogni caso, non da specialista ma da amante della filosofia, anche dopo aver finito di insegnarla, ma sempre scrivendo e riscrivendo, mentre pensavo, ho continuato a rivolgere domande alla filosofia.

Ma ora ho incominciato a parlare in prima persona? Perché?
Perché da tempo la filosofia, terra del pensabile in quanto pensabile, ma anche coinvolgente ed emozionante, si occupa delle emozioni e non solo del pensiero in quanto pensiero. Cosa implica che la filosofia, dominio del pensabile in quanto pensabile, si occupi delle emozioni?
Ecco: se delle emozioni si parla e si studia in generale, ma ognuno è dominato dalle proprie, ci si domanda: come si potrebbe prescindere da chi fa filosofia, da chi si pone la domanda?
La filosofia non è quindi, sebbene parli in universale, anche singolare e incarnata?
Ognuno vede che per rispondere alla domanda sull’emozione e sull’immagine – già in prima approssimazione – si presenta questa dimensione, quella della prima persona, entità corporea e incarnata, cui accedere, indagando, a differenza dell’impersonale terza persona. Perché l’attività della filosofia riguarda la vita di chi la esercita.
Oppure anche: come si fa filosofia – in prima persona, in seconda persona, in terza persona, (anche dalla prima persona v’è la possibilità di generalizzare i risultati), quindi in tutte le persone …

Per tornare agli antichi testi, un filo evidente porta a oggi, e viceversa. Vi sono varianti, nel tempo, ma insieme v’è qualcosa che permane.
Credo cioè che le antiche domande, nell’ambito di un’attività che nella vita di ognuno può cambiare le cose, abbiano ancora senso; perché c’è un filo diretto nel tempo, e nello spazio … e così credo di poter continuare a rivolgere domande alla filosofia, oltre quelle già poste:

- se abbia senso che l’uomo si interroghi su se stesso,
- che senso abbia, nella conduzione dell’esistenza, l’inconscio di emozioni corporee/incarnate, oltre che la coscienza,
- se la mente abbia senso solo connettendosi ad altri – e, se le neuroscienze o altre scienze mi offrono possibilità di dialogo, la filosofia deve rivolgervisi,
- se, accanto all’uso della prima e terza persona nel linguaggio e nella scrittura, continui ad avere un senso la seconda persona, e quindi il confronto, e il maestro.

Partiamo da questo, che, assieme al pensiero, da sempre la filosofia parli di/per immagini, e che le immagini portino emozioni; e troviamo che gli atteggiamenti abbiano anche qualcosa di simile nel tempo, e che i modi e le tesi degli antichi filosofi, come nelle Confessioni di Agostino; di G. Vico nel XVIII secolo, o del Novecento, come Husserl e Merleau-Ponty; quanto meno l’atteggiamento aperto alle culture di C. G. Jung, le ricostruzioni di storia della mente di J. Jaynes e le ricerche degli italiani Gallese, Rizzolatti e altri, di A. Damasio e di V. Ramachandran, di V. Varela, sul versante scientifico contemporaneo, si completino, da punti di vista diversi ma non contraddittori.

La filosofia, che un tempo fu “la” scienza, oggi guarda e vede relazioni e presenze di filosofia che già vi sono nelle scienze, e nelle culture, perché in nessun prodotto dello spirito può mancare il pensiero, e anche le tecnologie intervengono in questo ambito, come le divinità-cavalle: suscitate da bisogni e da emozioni, mi porteranno oltre i miei limiti; e condurranno l’uomo nell’oltrepassare se stesso, in cui già da sempre si trova, spero a sempre nuova e maggiore umanità.
Concordo pienamente con chi ritiene – gli scienziati come i filosofi e gli altri – che proprio la visione/constatazione delle origini, per quanto umili, conservi o accresca la meraviglia:

«Quando vengono informate che il loro sé conscio emerge “soltanto” dal cieco agitarsi di atomi e molecole nel cervello, le persone spesso si sentono deluse, ma a torto. Molti dei più grandi fisici del Novecento (…) hanno osservato che i costituenti fondamentali della materia, come i quanti, sono essi stessi assai misteriosi, se non addirittura profondamente inquietanti (…) Dunque non dobbiamo temere che il fatto di essere composto di atomi renda il sé anche solo di un grammo meno meraviglioso» (V. Ramachandran, cit., p. 316).

Assieme a nuove risposte, e domande, perciò, restano antiche domande – ed emozioni, e mistero.

Carlo Di Legge

(Vallo della Lucania, 30 aprile 2013)

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AGONE PARMENIDEO 2013

Il 27 aprile, dopo il successo dello scorso anno, si terrà la seconda edizione dell’Agone Parmenideo – Gara di greco antico filosofico dedicata a Parmenide di Elea.

La gara, organizzata dal nostro Liceo e dall’Associazione Culturale Achille e la Tartaruga, con la partecipazione della Società Filosofica Italiana e del Comune di Ascea,consiste nella traduzione dal greco in italiano di un passo di filosofia antica scelto tra le opere di Platone, Aristotele o Diogene Laerzio, a cui dovrà seguire un commento filosofico. Potranno parteciparvi i ragazzi di secondo e terzo liceo classico che nell’anno precedente hanno ottenuto la votazione finale di 8/10 in greco e in filosofia. La manifestazione è patrocinata e sostenuto dal Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano ed Alburni; dalla Curia Diocesana di Vallo della Lucania; dal Rotary Club Vallo della Lucania – Cilento; dalla Banca del Cilento e Lucania Sud; dai Comuni di Vallo della Lucania, Novi Velia e Ceraso.

Per saperne di più scaricare la documentazione completa, cliccando qui.