cultura della legalità

 

NO! A OGNI FORMA DI VIOLENZA CONTRO LA DONNA.


Femminicidio SOS

Dal Liceo delle Scienze Umane "Parmenide" un video per dire no ad ogni forma di discriminazione e di violenza contro la donna.
Il "corto" denuncia la condizione della donna spesso "schiavizzata" anche nel Cilento.


Il VIDEO  è  <<< QUI >>>
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(dal Parmenide, 23 febbraio 2015)

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                                          IL "PARMENIDE" RICORDA LA 'GIORNATA MONDIALE CONTRO IL RAZZISMO'


AntirazzismoAnche il "Parmenide" ricorda la 'Giornata mondiale contro il razzismo'.
Il 21 marzo in tutto il mondo si celebra la Giornata internazionale per l'eliminazione della discriminazione razziale, più nota come Giornata mondiale contro il razzismo.
Fu istituita nel 1966 dalle Nazioni Unite in ricordo del massacro di Sharpeville, la città sudafricana dove il 21 marzo del 1960 un esercito di 300 poliziotti uccise 69 manifestanti neri che protestavano contro l'obbligo di esibire uno speciale permesso quando venivano fermati nelle aree riservate ai bianchi.
Era questa l'apartheid (in lingua afrikaans appunto 'separazione'), una delle modalità più atroci del razzismo contemporaneo, dichiarata dall'Onu fin dal 1973 “crimine internazionale”, ma abolita in modo definitivo solo nel 1990, dopo la scarcerazione di Mandela.

(Vallo della Lucania 21 marzo 2014)
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FESTA DELLA LEGALITA' AL PARMENIDE, UNA "LEZIONE" DEL PRESIDENTE DEL TRIBUNALE DI VALLO

LegalMente

Il Parmenide, celebra la "festa della legalità", con una giornata ricca di iniziative e un incontro con il presidente del Tribunale cittadino.
Come negli anni decorsi, anche quest'anno in occasione del 19 marzo (giornata della legalità), nelle classi dell'Istituto si sono tenuti momenti di riflessione e dibattiti per promuovere la cultura del diritto, della tolleranza, della convivenza civile. Visione di film e forum sulla mafia, camorra, ndrangheta... Momenti celebrativi, per ricordare gli eroi della legalità: da Falcone a Borsellino, da Livatino a Dalla Chiesa, da Peppino Impastato a don Puglisi a don Diana...

Alle 10,00 c'è stato un breve ma intenso messaggio del Dirigente scolastico, prof. Massanova Francesco, a tutti i ragazzi, tramite gli altoparlanti installati nelle aule, per ricordare il senso delle iniziative in atto e, in particolare, la figura di don Peppino Diana. È seguito -dalle 10,30 alle 12,30- un incontro con la dott.ssa Elisabetta Garzo, presidente del tribunale di Vallo della Lucania.
La dott.ssa Garzo, dopo un breve intervento, ha colloquiato con le alunne e gli alunni del "Parmenide" ed ha risposto alle loro tante domande: ne è scaturita un'importante e sentita "lezione" sulla cultura della legalità, che ha lasciato il segno sui giovani studenti.
La giornata si è conclusa con la celebrazione di un "processo" a un sedicente lestofante -finto cieco- che aveva ottenuto, con raggiri, la pensione di invalidità, a cui ha assistito anche la dott.ssa Garzo. A giudicare, dopo aver ascoltato gli avvocati dell'accusa e della difesa, i ragazzi presenti, che hanno espresso sentenza di condanna nei confronti del truffatore.
Alla riuscita della manifestazione hanno contribuito i ragazzi-protagonisti, i giovani giurati, le professoresse Michelina Sica, Licia Amarante, Teresa Apone, Maurina Rizzo e tutti i docenti che, in un modo o nell'altro, hanno dato una mano, comunque preziosa.

Alcuni momenti della giornata.

Legalità-       Legalità44       Legalità11

 

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     Legalità33         Legalità66         Legalità55


Altri momenti su YouTube  QUI   e   QUI


(Vallo della Lucania, 19 marzo 2014)

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Il nostro Liceo in prima fila per commemorare Falcone e Borsellino, nel ventunesimo anniversario delle stragi di Capaci e via D'Amelio.

Una presenza, la nostra di cui andiamo orgogliosi, perché -citando Paolo Borsellino- “se la mafia è un’istituzione anti-Stato che attira consensi perché ritenuta più efficiente dello Stato, è compito della scuola rovesciare questo processo perverso formando giovani alla cultura dello Stato e delle istituzioni”; e noi ci prodighiamo, da tempo e per quanto ci è possibile, in tal senso, per far crescere e maturare i nostri ragazzi alla "scuola" della legalità, delle Istituzioni, dello Stato.

StriscionePalermo5Due giorni, a Palermo, per Giovanni e Paolo. Saranno oltre 20mila gli studenti che parteciperanno alle celebrazioni, 250 le scuole di Palermo e provincia che hanno lavorato per mesi all'organizzazione della giornata; 800 le persone che prenderanno parte al dibattito in Aula Bunker; 250 le scuole che saliranno sulle 2 "navi della legalità", che salperanno il 22 maggio da Napoli e Civitavecchia; 2.600 il numero di studenti e docenti coinvolti nel viaggio. Un grande lavoro portato avanti anche dai volontari (circa 1000 fra Scout, Protezione Civile, studenti universitari, Associazioni del territorio) e dalle Istituzioni; su tutte le Forze dell'Ordine che hanno messo a disposizione 70 autobus che aiuteranno i ragazzi e i docenti per gli spostamenti dentro la città di Palermo.

Il 23 maggio
, dunque, Clelia Greco, Teresa Ruggiero, Angelina D'Angiolillo, Gilda Perretta, Sara Musto, Francesco Palladino, Nicola Sagaria (della classe VB ginnasiale, accompagnati dai docenti di diritto Michelina Sica e Francesco Di Perna) selezionati attraverso un concorso nazionale, indetto dalla Fondazione Falcone, in collaborazione con il Ministero dell'Istruzione dell'Università e della Ricerca, a cui, oltre alle 800 scuole italiane, hanno aderito ben 13 Paesi europei, saranno a Palermo per essere presenti ad una manifestazione di grande rilievo, a cui aderiranno anche le più alte cariche dello Stato.
Da loro -come nostri portavoce- un no forte e senza indugi alle mafie, alla criminalità, all'illegalità.
L'intera manifestazione potrà essere seguita sul portale dedicato, al seguente link:
http://archivio.pubblica.istruzione.it/nave_legalita/index.html .

Di seguito, una sequenza di scatti che ritraggono i nostri alunni mentre preparano degli striscioni da mostrare alla manifestazione, per testimoniare il loro no alla illegalità e la loro "fede" nel futuro, sulla scia delle idee di Falcone e Borsellino, che ci hanno insegnato che "gli uomini passano, le idee restano, restano le loro tensioni morali e continueranno a camminare sulle gambe di altri uomini". E noi di quelle "idee" e di quegli uomini siamo fieri, testimoni, custodi.

StriscionePalermo3

  StriscionePalermo1  StriscionePalermo 2

                                                        
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(Vallo della Lucania, 22 maggio 2013)

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I RAGAZZI DEL "PARMENIDE" SULLA NAVE DELLA LEGALITA', PER ESSERE A PALERMO IL 23 MAGGIO

Ci saranno anche i ragazzi deFalconeBorsellinol "Parmenide" a Palermo, il 23 maggio p.v., per partecipare alle manifestazioni in onore di Falcone, Borsellino e delle tante vittime della criminalità organizzata.
Partiranno con la "Nave della legalità" dal porto di Napoli mercoledì 22 maggio, accompagnati dai docenti di diritto Michelina Sica e Francesco Di Perna.

La Fondazione Falcone, in collaborazione con il MIUR (Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca) ha scelto, per la Campania, la classe V B del Ginnasio Parmenide, a seguito di un concorso nazionale, per il contributo offerto -in termini di impegno, ricerca, testimonianza, cultura- alla lotta alle mafie, di qualsiasi tipo, e alla prevenzione contro ogni forma di criminalità.
A Clelia Greco, Sara Musto, Angelina D'Angiolillo, Teresa Ruggiero, Gilda Perretta, Francesco Palladino e Nicola Sagaria è assegnato il compito di rappresentare non solo la loro Classe ma l'intero Istituto. A loro è affidato l'impegno di testimoniare la solidarietà del "Parmenide", del "Cilento" e dell'intera regione Campania, a tutti i familiari delle vittime della criminalità organizzata. A loro il compito di portare in prima fila la voce del "Parmenide" per la difesa della legalità e dello stato di diritto.

Saranno in migliaia i ragazzi, provenienti da tutt’Italia, a sbarcare a Palermo, il 23 maggio, con le navi della legalità, per ricordare il sangue versato da Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Paolo Borsellino e dagli agenti di scorta, uccisi per difendere lo Stato dalla mafia. Tantissimi studenti, di oltre 800 scuole della Penisola, da Nord a Sud, hanno aderito al Concorso del Miur e della Fondazione Giovanni e Francesca Falcone destinato a tutte le scuole. Il tema del bando di quest’anno è stato: ”Geografia e legalità. Per una prevenzione delle mafie nella mia regione”. Si è voluto offrire, così, ai ragazzi, nel ventunesimo anniversario delle stragi di Capaci e via D’Amelio, uno stimolo in più per "leggere" e valutare con gli occhi della legalità il proprio territorio. Sono stati, infatti, proprio i giovani allievi che hanno fornito una singolare mappatura delle illegalità nelle varie regioni d'Italia, attraverso elaborati, tesine e filmati... Questa nuova geografia della illegalità sarà oggetto del convegno del 23 Maggio a Palermo.

Agli studenti è toccato un compito arduo e impegnativo: raccontare ogni forma di ingiustizia e illegalità nel proprio territorio... e l'hanno fatto con grande attenzione, impegno e serietà.
I vincitori del Concorso -scelti da una commissione di esperti della Fondazione Falcone, saranno resi noti nell'Aula Bunker del carcere Ucciardone di Palermo, durante la cerimonia istituzionale e il convegno che, come ogni anno, si svolge in quell'aula. Gli elaborati premiati saranno anche pubblicati sul sito internet: www.fondazionefalcone.it.

(Vallo della Lucania, 9 maggio 2013)

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PER LA LEGALITA'. PER NON DIMENTICARE...

Per non dimenticare le vittime di tutte le mafie. 

Per noNuova immaginen rendere vano il sacrificio di don Peppino Diana, Angelo Vassallo, Rosario Levatino, Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, Carlo Alberto Dalla Chiesa, Peppino Impastato, Piersanti Mattarella, Antonio Scopelliti, Mauro De Mauro, Giovanni Spampinato... e tanti altri ancora; purtroppo (cfr. www.peppinoimpastato.com).

Per promuovere e condividere la cultura della legalità per dire no in modo chiaro, fermo, inequivocabile alla camorra, mafia, ndrangheta, sacra corana unita... il 19 marzo scorso, in occasione della "festa della legalità", si sono mobilitati i ragazzi e le ragazze del nostro istituto.

Le attività: dalla visione di film-denuncia quali "cento passi", "il giorno della civetta", "il giudice ragazzino", "gomorra", ecc. ai forum che ne sono seguiti; dalle ricerche sulla criminalità organizzata nelle varie regioni alle discussioni sul perché e come delle varie mafie; dal cancro del fenomeno all'importanza della lotta antimafia, al ruolo delle istituzioni a tutti i livelli; dall'azione congiunta antimafiafamiglia e della scuola, per una educazione civica di alto livello, alla maturazione personale e autonoma all'amore e al rispetto della legalità. Le attività -si diceva- si sono svolte con impegno e sentita partecipazione, per la correttezza e serietà degli allievi e per l'imprescindile impegno dei docenti.

Per i risultati migliori, infatti...
E' d’obbligo l'impegno della scuola!
E' essenziale l'azione dei docenti!
E' imprescindibile la sensibilità e la disponibilità degli studenti!

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19 MARZO, FESTA DELLA LEGALITA'

Da quest'anno il 19 marzo si trasforma in un importante momento di riflessione sulla legalità... da fare a scuola.

La Regione Campania -di concerto con l'Ufficio Scolastico Regionale, i sindacati di categoria e le associazioni attive sul tema della legalità- ha deliberato che il 19 marzo "festa della legalità", fosse motivo di riflessione e dibattito anche in ambito scolastico, per cui ha invitato le istituzioni scolastiche a programmare -nell'ambito della propria autonomia- iniziative a favore della legalità.

Proprio in questa prospettiva il nostro Istituto, con in testa i professori di diritto, sta mettendo in atto una serie di iniziative, volte a mantenere viva la memoria delle tantissime vittime cadute sotto i colpi della mafia, 'ndrangheta, camorra o qualsiasi altra forma di associazione delinquenziale organizzata, e a celebrare -in particolare- la figura di un prete, don Peppino Diana, che ha dato la sua vita per la difesa della legalità, per denunciare le estorsioni, le violenze fisiche e morali perpetrate dalla camorra casalese e dalla mafia in generale.

Non tacere sul problema, non nascondere questo cancro maligno che divora la nostra società, dare ai giovani modo di documentarsi, rendersi conto di cos'è la mafia e come si radica sul territorio, di  quanti e quali siano i suoi loschi affari, perché prolifera... è doveroso per tutti, in particolare per una comunità educante, come la nostra.

E' d’obbligo l'impegno della scuola!
E' essenziale l'azione dei docenti!
E' imprescindibile la sensibilità e l'impegno dei giovani studenti! 

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donPeppinoLa data del 19 marzo ricorda l'assassinio di don Peppino Diana, il prete anti-camorra di Casal di Principe, in provincia di Caserta, simbolo della legalità e della lotta alla criminalità organizzata. Don Peppino fu ucciso il giorno del suo onomastico nel '94 dalla camorra casalese, perché "scomodo" al sistema mafioso. Aveva sottoscritto con altri sacerdoti un "manifesto" dal titolo: "Per amore del mio popolo non tacerò". Distribuì quel documento il giorno di Natale del 1991. Era una vera e propria dichiarazione di intendi, chiara, precisa: denunciare e combattere sempre e comunque l'illegalità… la mafia.

L’impegno anticamorra lo condusse nel mirino della camorra casalese. Don Peppino -così come sottolineato- è stato ucciso due volte: dai proiettili prima, sparati a raffica senza lasciargli scampo; e dalla calunnia, poi. Una calunnia assurda, infamante: quella di essere egli stesso un malavitoso.
Lo scopo di queste calunnie sono evidenti: far perdere di credibilità, distruggere la figura di una persona chegiornale lotta o che ha fatto dell’impegno antimafia la sua vita; delegittimare persone ed opere. Uno dei modi più subdoli attraverso il quale la camorra e le mafie si muovono e lavorano è di insinuare nella collettività il dubbio. In questo caso che un sacerdote come Peppe Diana fosse un camorrista.

Don Peppino combatte la camorra con l’arma di cui dispone, di cui possono disporre tutti: la parola. "Assistiamo impotenti -diceva- al dolore di tante famiglie che vedono i loro figli finire miseramente vittime o mandanti delle organizzazioni della Camorra. La Camorra oggi è una forma di terrorismo che incute paura, impone con violenza, armi in pugno, regole inaccettabili: estorsioni; tangenti al venti per cento e oltre sui lavori edili, che scoraggerebbero l'imprenditore più temerario, traffici illeciti per l'acquisto e lo spaccio delle sostanze stupefacenti...".

Per farlo tacere, per tappargli la bocca, il 19 marzo 1994, nella sacrestia, mentre si appresta a dir messa, due sicari della camorra casalese lo assassinano con quattro colpi di pistola.

Don Peppino cade vittima innocente dei suoi carnefici, ma la sua azione, il suo "credo" non si spengono. La sua “parola” ha ancora (ora come allora) una forza senza eguali: è "verbo" di giustizia e legalità, condiviso, ereditato... fatto nostro. È “modello” da conservare e tramandare.