Ciao prof... la tua memoria ci fa onore


Il "Parmenide" non si limita alla trasmissione dellade marco giuseppe cultura, ma "fa" cultura. Anche per questo motivo, oltre che per l'affettuosa vicinanza che ci ha legato al prof. Giuseppe De Marco, partecipiamo, in modo molto sentito, al lutto che colpisce il Cilento e il mondo della cultura per l'improvvisa e del tutto inattesa scomparsa di questo amico; il cui ultimo lavoro, dal titolo Qui la meta è partire (ed. Marsilio, 2013), era stato tra l'altro recensito nel periodico "Mandragola", al numero di marzo 2013, quando nulla lasciava presagire l'accaduto. Nulla, salvo il titolo, che suona, al senno di poi, allusivo.

L'Avv. D'Azzurro, sempre presente nella circolazione culturale del Cilento, mi ha dato, poco tempo fa, questa notizia, e ha provveduto a fornirmi il numero menzionato della rivista.

Il Prof. Giuseppe De Marco ha partecipato con grande competenza anche al lavoro culturale del "Parmenide" negli anni, prima con il Preside De Vita, poi anche con il sottoscritto, in questi ultimi quattro anni. Una persona con le sue luci e ombre, come tutti noi credo, ma molto genuina: di lui ricordo un casuale viaggio in treno, assieme, da Vallo a Salerno, in cui parlammo tutto il tempo, il che ci consentì di approfondire alquanto la reciproca conoscenza; la partecipazione alla nostra giornata della poesia, e la puntuale relazione, che compare sul numero di dicembre 2011 dei "Quaderni Parmenide"; un suo esordio, ventiquattro anni fa, in una lezione di critica letteraria al "Parmenide", in cui allora lavoravo come docente di storia e filosofia; mi piace anche dire, a sottolineare la sua capacità di umanità, che, ha saputo a suo tempo essermi vicino, e ne conservo le parole – in un suo messaggio inviatomi attraverso facebook.

Addio, amico: in questo ci sentiamo molto prossimi, alla tua sensibilità critica, che perviene alla vita dedicata alla poesia e si esalta alle immagini dei luoghi e delle parole del Sud e del Cilento in particolare, ma anche di Alda Merini come di altri grandi del nostro secolo. La tua memoria ci fa onore: finché vivremo, la conserveremo.

Carlo Di Legge